Frammenti d'autore

De stellis cadentibus

💬 Stelle cadenti

Spesso durante l'estate, se per caso ti metterai in cammino sotto la tacita volta del cielo o, partecipando ad una spedizione militare, trascorrerai di sentinella la notte, mentre regna l'imposto silenzio, vedrai brillare nel cielo meteore luminose e stelle cadenti e fiammeggiare per l'aria tranquilla lunghe strisce di luce.

Allora un piccolo getto di vapore, sprigionatosi da un fuoco invisibile, non appena si imbatte nelle rigide plaghe del freddo, incapace com'è di vincere il gelo che da tanto tempo vi si è formato, piega la sua traiettoria e fugge guizzando or qua, or là, fino a che si lascia dietro una scia della fiamma che ha concepito dentro di sé, ora incendiandosi per effetto della sua velocità, ora subendo ripetutamente le violente sferzate d'una nuvola, contro cui è andato a sbattere.

Ma quando riesce a spingersi lontano e fino agli strati superiori dell'atmosfera, dove la terra ruota ininterrottamente, qui, muovendosi ad alta velocità e per il suo movimento orbitale incendiandosi, splende per il vuoto in aspetti diversi; gli elementi aridi prendono fuoco e s'arroventa per lo scotimento il vapore: il movimento finisce con l'infiammare elementi tra loro antitetici.

Ora, a seconda che gli elementi infiammabili si trovino raccolti in un vasto ambito e in gran quantità e in grosse file e in lunga teoria, o che siano di breve estensione e dotati di scarsa vitalità, quale è il loro aspetto, quale altresì la loro forma e la loro figura, tale appunto la fiamma sfavilla nell'alta atmosfera: ora simile ad un giavellotto scagliato da un robusto nemico, ora simile a lampade che splendano sotto soffitti dorati, ora a stoppa che arda per l'aria sottile; ora si curva torcendosi in spire di draghi, ora sfolgora sì, che per la rapidità della sensazione gli occhi restano ingannati, ora sì, da farti temere che una stella cada dal cielo. # Altro
✦ Giovanni Pontano. Meteore. In: «Poeti latini del Quattrocento». Ricciardi, 1964

Ci sono notti in cui il cielo pare dimentico della propria immobilità. Allora la luce si mette in viaggio, si piega, si torce, si accende e scompare, lasciando agli occhi il dubbio di aver assistito a qualcosa di reale o di prodigioso. Ogni epoca cerca di dare un nome a questi fuochi erranti, ma lo stupore rimane lo stesso: quello di chi, alzando lo sguardo, avverte che perfino il firmamento, così saldo e lontano, è attraversato da un incessante divenire. Forse le stelle cadenti ci commuovono proprio per questo: perché, per un solo istante, anche il cielo sembra condividere l'inquietudine della terra.