Molti e molti anni fa, in un regno sul mare, Annabel Lee divenne per me qualcosa di più di una fanciulla amata: divenne memoria, leggenda, destino. Il nostro amore fu così grande che persino gli angeli poterono invidiarlo, e la morte non riuscì che a mutarne la forma. Da allora il vento, la luna, le stelle e il mare custodiscono la sua presenza. La notte mi riconduce a lei, come se il sepolcro fosse insieme tomba e talamo, e ogni onda ripetesse un nome che il tempo non può cancellare. Nulla, né in cielo né sotto il mare, può separare ciò che una volta è stato congiunto nell'anima.