Ciò che chiamiamo vuoto forse è soltanto uno spazio che non sappiamo abitare. Anche l'aria può essere troppo piena, la pietra può contenere stagioni, città, animali, domeniche. Ogni materia potrebbe custodire un mondo che ci sfugge perché non possediamo organi adatti a percepirlo. Noi attraversiamo il mare, scaviamo la terra, saliamo nel cielo; altri esseri incontrano invece confini dove per noi non ce ne sono. Persino gli angeli devono fermarsi davanti alla nostra aria. Forse il mistero non consiste nell'esistenza dell'invisibile, ma nel fatto che continuiamo a chiamarlo vuoto solo perché non riusciamo a entrarvi.
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