Frammenti d'autore

Due amanti felici

XLVIII

Due amanti felici fanno un solo pane,
una sola goccia di luna nell'erba,
lascian camminando due ombre che s'uniscono,
lasciano un solo sole vuoto in un letto.

Di tutte le verità scelsero il giorno:
non s'uccisero con fili, ma con un aroma,
e non spezzarono la pace né le parole.
È la felicità una torre trasparente.

L'aria, il vino vanno coi due amanti,
gli regala la notte i suoi petali felici,
hanno diritto a tutti i garofani.

Due amanti felici non han fine né morte,
nascono e muoiono più volte vivendo,
hanno l'eternità della natura.
Pablo Neruda. Cento sonetti d'amore. Passigli Poesia, 1996

Coloro che si amano finiscono per abitare lo stesso respiro. Il pane, la luna, l'ombra, il sole: ciò che era doppio si raccoglie in una sola forma. Non c'è lotta, non c'è conquista; c'è una connessione profonda, come se fosse il mondo stesso a favorire quell'unione. L'aria e il vino li accompagnano, la notte apre per loro i suoi fiori segreti. Persino il tempo perde il suo dominio: ogni giorno rinnova ciò che pareva già deciso, ogni distacco prepara un nuovo abbraccio. Così, l'amore non vince la morte con la forza, ma imitandone l'opposto: una continua nascita. E come gli alberi, il mare e le stagioni, esso vive del proprio perpetuo divenire.