Tutto sembra rassicurante. I diplomi incorniciati, le abitudini regolari, le camere ordinate, l'orgoglio discreto di chi crede finalmente di aver trovato il proprio posto nel mondo. Quegli attori hanno abbandonato l'incertezza delle compagnie erranti per una vita che promette stabilità e riconoscimento. Eppure, c'è qualcosa di fragile in quella sicurezza esibita sulle pareti, come se quei fogli dovessero essere continuamente interrogati e confermati. Talvolta, un'esistenza non precipita per una disgrazia improvvisa, ma per uno sguardo che indugia troppo a lungo. E ciò che all'inizio appare come una semplice conferma di sé può trasformarsi, poco alla volta, in uno specchio da cui diventa impossibile distogliere gli occhi.