Frammenti d'autore

Il maestro di Vigevano

💬 Oggi ho avuto un'altra visita del direttore. Stavo dettando un problema quando entrò. «Un chilogrammo di pomodori...»

«Signor maestro Mombelli, vuole ripetere...» «Un chilogrammo...»

«Chilogrammo ha detto, oppure noi non abbiamo sentito bene?» «Ho detto chilogrammo!»

«Chilogrammo ha detto, eh? Ma, signor maestro, ella dice telegramma oppure dice telegrammo?»

«Telegramma!» «Telegramma dice. E allora perché dice e insegna chilogrammo? Il chilogrammo non esiste, esiste il chilogramma; dico: chilo–gramma; da gramma, cioè misura.» Fece il suo solito sorrisino e disse: «Lei non lo sapeva che gramma significa misura?» «Veramente no!» Di nuovo fece il suo sorrisino.

«E poi ha detto pomodori! Signor maestro Mombelli, pomodoro è una parola composta da pomo e dalla parola d'oro, che unita perde l'apostrofo. Ora, il plurale della parola pomodoro, non è pomodori, [...] noi dobbiamo dire italicamente POMIDORO. POMIDORO. Faccia subito cancellare e riscrivere.»

Ricominciai a dettare: «Un chilogramma di pomIdoro...»
Lucio Mastronardi. Il maestro di Vigevano. Einaudi, 1962

Ci sono errori che si possono correggere e altri che finiscono per divorare il buon senso. Quando le parole contano più delle persone, la precisione si trasforma in pedanteria e l'autorità dimentica lo scopo per cui esiste. Il sapere smette allora di illuminare e comincia a umiliare, mentre ciò che dovrebbe far crescere l'intelligenza si riduce a un esercizio di vanità. A volte il modo più sottile di perdere il contatto con la realtà è credere di difenderla sillaba dopo sillaba.