Frammenti d'autore

Gramsci e la teoria marxistica

💬 Gramsci e la concezione marxistica della storia (1/4)

L'incerta accoglienza riservata al pensiero di Gramsci nel movimento operaio fuori d'Italia dev'essere attribuita fondamentalmente al fatto che l'interpretazione gramsciana della concezione marxistica della storia si pone al di fuori delle norme e delle forme proprie del mondo ideale dell'Internazionale socialista anteriore alla prima guerra mondiale, e anche di quello dell'Internazionale comunista tra le due guerre. Nell'arco del pensiero marxistico che va da Kautsky a Stalin, le leggi della scienza naturale fornivano – per usare un'espressione di Gramsci – il «modello» alle leggi dinamiche che dovevano spiegare il corso storico e il susseguirsi delle formazioni sociali. Questa interpretazione (in termini di storia della natura) della conformità della società alle leggi di sviluppo caratterizzò il folklore del movimento operaio, portò quell'aroma di «ferrea necessità» che identificò il trapasso dal capitalismo al socialismo con il succedersi del flusso e del riflusso, del giorno e della notte – e ciò, soprattutto nei periodi di riflusso e di notte, significò consolazione e fiducia. Il predominio di questa rappresentazione fatalistica della concezione marxistica della storia – in tutte le sue varianti «neo-darwinistiche», «economicistiche» e «austro-marxistiche» – fu l'ostacolo che isolò il movimento operaio dal discorso storico-filosofico di Antonio Gramsci.

Ci imbattiamo qui nel problema principale della concezione marxistica della storia e nell'argomento principale dei suoi critici: quale parte ha la decisione volontaria nell'ambito della riconosciuta conformità alle leggi di sviluppo? Quando i marxisti invitano a certi comportamenti e a certe azioni, mentre parlano contemporaneamente di uno sviluppo della società conforme a leggi, di una direzione di sviluppo conforme a leggi nel susseguirsi delle formazioni sociali, non siamo davanti a una contraddizione? [Continua]
✦ Franz Marek. Gramsci e la concezione marxistica della storia. In «Gramsci e la cultura contemporanea II». Editori Riuniti, 1975

La difficoltà nasce dal punto in cui necessità storica e volontà umana sembrano entrare in conflitto. Se il passaggio da una formazione sociale all'altra obbedisce a leggi quasi naturali, l'azione politica rischia di ridursi ad attesa; se invece la trasformazione dipende dalla decisione degli uomini, quelle leggi perdono il loro carattere di necessità. È proprio contro questa immagine fatalistica che la riflessione gramsciana acquista rilievo: la storia non procede come il giorno segue la notte, ma attraverso uomini che interpretano condizioni date, organizzano forze, costruiscono consenso e intervengono nel possibile. La necessità non scompare; cessa però di essere destino.

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