Come lavora il cervello
💬 Negli ultimi decenni, l'interesse scientifico per lo studio del cervello, come organo dell'attività mentale, è cresciuto considerevolmente.
Com'è costruito il cervello umano, il più sofisticato degli strumenti, capace di riflettere le complessità e la confusione del mondo circostante e qual è la natura della sua organizzazione funzionale? Quali strutture o sistemi cerebrali generano quei complessi bisogni e quei complessi disegni che distinguono l'uomo dagli animali? Come sono organizzati quei processi nervosi che permettono di ricevere, analizzare e immagazzinare la informazione proveniente dal mondo esterno, e come sono costruiti quei sistemi che programmano, regolano e verificano quelle complesse forme di attività cosciente dirette al raggiungimento di fini, all'esecuzione di disegni e alla realizzazione di piani?
Una generazione fa questi interrogativi non erano così chiaramente distinti. In quel periodo la scienza si accontentava di indicare un'analogia tra il cervello e una serie di sistemi reattivi e di dirigere tutte le proprie energie nella rappresentazione del cervello come un gruppo di schemi elementari, che includono gli stimoli provenienti dal mondo esterno e le risposte formate a questi stimoli. L'analogia del cervello con una serie di dispositivi che rispondevano passivamente, il cui funzionamento era completamente determinato dall'esperienza passata , era considerata adeguata a una spiegazione scientifica delle sue attività.
Nei decenni successivi la situazione cambiò radicalmente. Divenne sufficientemente chiaro che il comportamento umano ha un carattere attivo, che è determinato non solo dall'esperienza passata, ma anche dai piani e dai disegni che formulano il futuro , e che il cervello umano è un apparato straordinario che non solo può creare questi modelli del futuro, ma anche subordinarne il comportamento. Divenne anche allo stesso tempo evidente che il riconoscimento del ruolo decisivo giocato da tali piani e disegni, dagli schemi per il futuro e da quei programmi attraverso cui sono materializzati, non poteva essere lasciato fuori dalla sfera della conoscenza scientifica, e che i meccanismi su cui sono basati possono e devono essere oggetto di un'analisi deterministica e di una spiegazione scientifica, come tutti gli altri fenomeni e associazioni del mondo oggettivo.
✦ Aleksandr R. Luria. Come lavora il cervello: introduzione alla neuropsicologia. Il Mulino, 1977
Oramai si è smesso di concepire il cervello come una macchina passiva che reagisce agli stimoli ricevuti dal passato. L'attività mentale diventa invece costruzione continua di possibilità future: progetti, intenzioni, scopi, immagini di quel che ancora non esiste ma che già orienta il comportamento presente. L'uomo non agisce soltanto sulla base di ciò che ha vissuto; agisce anche in funzione di ciò che prevede, desidera, teme o immagina. Dentro il cervello si formano così modelli del futuro capaci di guidare decisioni, movimenti, intere esistenze. La coscienza non registra semplicemente il mondo: lo anticipa, lo prepara, lo organizza prima ancora che accada.