Frammenti d'autore

Le strade di polvere

💬 Braida

La guerra del '48 fu una benedizione per la Rosetta del Fracin. Se non era per i Bersaglieri di Lamarmora, era per i Fanti di Ramorino, o ancora meglio per la Regia Cavalleria; le pezze di stoffa il Camurà non faceva a tempo ad andarle a prendere che già ne servivano altre tanto era lo sciupio delle divise, le bruciature dei colpi presi di striscio o il semplice logorio delle selle. Ma soprattutto l'aumentato numero di Bersaglieri, Fanti e Cavalleggeri.

Il Camurà non riusciva a restare a casa due giorni di fila e quando arrivava c'erano i conti da rivedere e le visite di chi aveva già deciso di assolverlo dai suoi peccati. Corpulenti signori vengono a parlargli della filatura della seta, altri lo vogliono interessare al bestiame o chiedono la sua partecipazione al restauro di una cappella; e tutti ammirano le stufe di maiolica, il tepore delle stanze, la quercia, la bella moglie. Il Camurà è lusingato del loro interesse, e anche se a volte batte impaziente il piede in terra, di tempo per la moglie gliene resta poco e non può prestarle troppa attenzione. Cercare di indovinarne i pensieri, sapere dove vanno le sue speranze quando guarda assorta fuori dalla finestra o si incanta a fissare il nulla.

E poi è un continuo transitare di truppe e di Altezze Reali con il loro seguito, messi a cavallo che sollevano tanta polvere da annebbiare la strada. Carri di salmerie, soldati che chiedono da bere; chi può fare caso al cavallo di Gavriel, al rumore dei suoi passi sulla ghiaia la notte? Quello che la Rosetta del Fracin ha desiderato per tanto tempo, quello che sembrava impossibile può invece adesso accadere. Può dire domani, mercoledì, sabato. Lei e Gavriel un'intera notte insieme, fare l'amore e dormire, svegliarsi e fare l'amore e poi ancora dormire e nel sonno girarsi e baciare una mano, un braccio, la bocca. Nel grande letto di noce del Camurà la notte ha un tempo diverso, lunghissimo e breve, così breve da quasi non essere e nelle prime luci dell'alba lei si alza a schiudere gli scuri e guarda la testa riccia di Gavriel sul cuscino, il suo corpo abbandonato nel sonno. Ha un sussulto quel corpo se lei lo tocca, lo spavento di un animale sorpreso nella tana e lei ride, la sua bocca è leggera, appena fredda nell'alba. # Altro
✦ Rosetta Loy. Le strade di polvere. Einaudi, 1987

La guerra riempie le strade di soldati, di cavalli, di polvere e di affari. Per alcuni porta morte, per altri ricchezza. Ma mentre tutti guardano ai reggimenti che passano e ai guadagni che crescono, un'altra storia si svolge invisibile. Nel frastuono dei carri e delle uniformi, due amanti trovano alfine il proprio spazio di libertà. Le notti rubate sembrano sottratte alle leggi del tempo comune: interminabili e fugaci, leggere come un sogno e preziose come un segreto. A volte, la Storia attraversa un paese facendo rumore; altre, cambia una vita lasciando solo l'impronta di una mano sul cuscino all'alba.