Frammenti d'autore

Il libro della Giungla

💬 I fratelli di Mowgli

Erano le sette di sera di una caldissima giornata nelle colline di Seeonee, quando Papà Lupo si destò dal suo riposo diurno, si grattò, sbadigliò, e stirò le zampe una dopo l'altra per liberare le estremità dal torpore del sonno. Mamma Lupa stava distesa col grosso muso grigio tra i suoi quattro cuccioli che si rotolavano guaendo, e la luna splendeva nella bocca della tana dove tutti abitavano.

«Augrh!», disse Papà Lupo, «è ora di andare nuovamente a caccia». Stava infatti per lanciarsi giù per la collina, quando una piccola ombra con una coda folta attraversò la soglia e mugolò: «La buona fortuna t'accompagni, o Capo dei Lupi; e buona fortuna e forti denti bianchi ai tuoi nobili figli, e che essi non dimentichino mai gli affamati di questo mondo».

Era lo sciacallo, Tabaqui, il Leccapiatti, e i lupi dell'India disprezzano Tabaqui perché egli corre intorno a far guai, a raccontar frottole, mangiando cenci e pezzi di cuoio nei mucchi di immondizie dei villaggi.
Rudyard Kipling. Il libro della Giungla. Rizzoli, 1950

La notte si apre e tutto torna al suo posto: fame, caccia, legge — ma già sulla soglia entra qualcosa che disturba, che parla troppo, che porta guai. Non è ancora accaduto nulla, e già si incrina. Il pericolo arriva sempre così, con voce servile e passi leggeri.

Ti interessa questo libro? Chiedici la disponibilità