Frammenti d'autore

L'uomo sbagliato

💬 Quando lesse per la prima volta la lettera trovata appallottolata e infilata in un vecchio paio di calze sportive bianche, nel primo cassetto del comò di sua figlia, circa due settimane dopo la sua ultima visita, Scott Freeman seppe immediatamente che presto sarebbe morto qualcuno.

Non se ne rese conto subito, ma quella sensazione lo invase come un sentore di sventura imminente e gli si insediò in un angolo freddo giù in fondo al petto. Restò immobile, gli occhi intenti a scorrere più e più volte il foglio di carta: Nessuno può amarti come ti amo io. Nessuno potrà mai. Siamo fatti l'uno per l'altra e niente può cambiare questo dato. Niente. Staremo insieme per sempre. In un modo o nell'altro.

La lettera non era firmata.
✦ John Katzenbach. L'uomo sbagliato. Fazi, 2012

Ci sono parole che non gridano, non minacciano, non promettono sangue. Eppure, appena le leggiamo, qualcosa dentro di noi sa già che è stato oltrepassato un confine. L'amore smette di essere un rifugio nel momento in cui pretende di diventare un destino. Da quel momento ogni frase si chiude come una porta, ogni certezza diventa una trappola, ogni "per sempre" perde il suono della promessa e assume quello della condanna. La paura più profonda non nasce quando il male si mostra. Nasce quando è ancora soltanto un presentimento, eppure ha già trovato il modo di abitare il nostro cuore.

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