Non si sceglie il margine per ribellione, ma per riconoscimento. Ciò che è rotto, storto, eccessivo risuona perché porta le stesse crepe che ci attraversano. Il disordine non scandalizza: consola. La verità, spesso, abita proprio ciò che non si lascia aggiustare. Per questo gli uomini impeccabili sembrano lontani, quasi irraggiungibili, mentre chi ha i denti rotti, il cuore ammaccato o il trucco colato conserva ancora qualcosa di vivo. Non è migliore degli altri: è soltanto meno nascosto. Forse la sincerità comincia proprio nel momento in cui smettiamo di fingere di essere interi. Da allora non cerchiamo più i santi, ma gli esseri umani.