Frammenti d'autore

La logica del vivente

💬 Il programma

Pochi fenomeni si manifestano con tanta evidenza nel mondo vivente come l'origine del simile dal simile. Il bambino si accorge assai presto che il cane nasce dal cane e il grano dal grano; fin dai tempi più antichi, l'uomo ha saputo interpretare, e utilizzare a proprio vantaggio, la permanenza delle forme attraverso il succedersi delle generazioni. Coltivare piante, allevare animali, migliorarne la qualità per renderli commestibili o per addomesticarli, significa avere già acquisito, sulla base di una lunga esperienza, una certa idea dell'eredità, da impiegare a fini pratici. Per ottenere un buon raccolto, non basta aspettare il plenilunio o fare un sacrificio agli dèi prima della semina; bisogna anche saper scegliere le varietà adatte. Gli agricoltori della preistoria erano un po' come quell'eroe di Voltaire, che si vantava di annientare i suoi nemici mescolando accortamente preghiere, formule magiche e arsenico. Forse, le maggiori difficoltà nel separare l'arsenico dalla magia si sono avute proprio nello studio del mondo degli esseri viventi: anche quando, nel mondo fisico, erano stati riconosciuti i pregi del metodo scientifico, gli studiosi dei fenomeni vitali continuarono ancora per molte generazioni a concepire l'origine degli esseri viventi sulla base di semplici credenze, di aneddoti, di superstizioni. Bastò un esperimento relativamente semplice per far giustizia della generazione spontanea e delle ibridazioni impossibili; eppure, fino all'Ottocento, continuarono a sopravvivere – in una forma o in un'altra – alcuni aspetti dei vecchi miti sui quali veniva fondata l'origine dell'uomo, degli animali e della terra.

L'eredità oggi viene descritta in termini di informazione, di messaggi, di codici. La riproduzione di un organismo è ricondotta alla riproduzione delle molecole che lo costituiscono; non perché ogni specie chimica abbia l'attitudine a riprodurre copie di se stessa, ma perché la struttura delle macromolecole è determinata, fin nei più piccoli particolari, dalle sequenze di quattro radicali chimici contenuti nel patrimonio genetico. Di generazione in generazione vengono trasmesse le «istruzioni» che determinano le strutture molecolari, i piani architettonici del futuro organismo, gli strumenti per mettere in esecuzione questi piani e per coordinare le attività del sistema. Ogni uovo contiene, dunque, nei cromosomi trasmessigli dai genitori, tutto il proprio avvenire, le tappe del suo sviluppo, la forma e le proprietà dell'essere a cui darà origine. In tal modo, l'organismo diventa la realizzazione di un programma prescritto dal patrimonio ereditario. Alla consapevole intenzione di uno Spirito si è sostituita la traduzione di un messaggio. L'essere vivente rappresenta, sì, l'esecuzione di un disegno, ma di un disegno che nessuna mente ha concepito; esso tende verso un fine, ma un fine che nessuna volontà ha scelto. L'unico fine dell'essere vivente è predisporre un programma identico per la generazione successiva, cioè riprodursi.
✦ François Jacob. La logica del vivente: storia dell'ereditarietà. Einaudi, 1971

Ogni essere vivente è insieme memoria e promessa. Porta con sé un'antichissima continuità che attraversa le generazioni, ma la realizza ogni volta in una forma nuova, come se la vita riscrivesse instancabilmente il medesimo tema senza mai copiarlo davvero. Ciò che un tempo appariva affidato al capriccio degli dèi o ai misteri della natura rivela così un ordine profondo, fatto di istruzioni, di relazioni, di sorprendenti armonie. Eppure, quanto più comprendiamo il linguaggio con cui la vita si trasmette, tanto più cresce lo stupore davanti alla sua inesauribile capacità di trasformare un semplice messaggio nell'infinita varietà del mondo vivente.

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