Frammenti d'autore

Il Nuvolo innamorato

💬 Il Derviscio si sedette ai piedi del cipresso. Estrasse il flauto dalla cintola e cominciò a soffiare.

Dai fori del flauto, alberi volteggiarono nell'aria, come fossero dentro lo strumento e ne volassero via al soffio del Derviscio.

Monti, fiumi, strade volarono attraverso i fori del flauto. E gli alberi, i monti, i fiumi, le strade che uscivano volteggiando dai fori del flauto, discesero in un deserto senza monti, senza fiumi, senza strade, senz'alberi, all'altro capo del mondo.

Così, in quel deserto s'innalzarono monti e alberi, fluirono fiumi, si snodarono strade.

E quel posto si chiamò il Paese del flauto.
✦ Nâzim Hikmet. Il Nuvolo innamorato e altre fiabe. Mondadori, 2000

Dal flauto non esce musica: esce il mondo. Alberi, montagne, fiumi e strade dormivano già dentro quel soffio, in attesa di essere chiamati alla vita. E forse ogni racconto, ogni poesia, ogni canto nasce così: da qualcuno che suona nel vuoto finché il deserto non comincia lentamente a popolarsi.