Frammenti d'autore

Le correzioni

💬 Un fronte freddo autunnale arrivava rabbioso dalla prateria. Qualcosa di terribile stava per accadere, lo si sentiva nell'aria. Il sole era basso nel cielo, una stella minore, un astro morente. Raffiche su raffiche di entropia. Alberi irrequieti, temperature in diminuzione, l'intera religione settentrionale delle cose era giunta al termine. Neanche un bambino nei giardini. Ombre e luce sulle zoysie ingiallite. Querce rosse e querce di palude e querce bicolori riversavano una pioggia di ghiande sulle case senza ipoteca. Le controfinestre rabbrividivano nelle stanze da letto vuote. E poi il ronzio monotono e singhiozzante di un'asciugabiancheria, la contesa nasale di un soffiatore da giardino, il maturare di mele nostrane in un sacchetto di carta, l'odore della benzina con cui Alfred Lambert aveva ripulito il pennello dopo la verniciatura mattutina del divanetto di vimini.
✦ Jonathan Franzen. Le correzioni. Einaudi, 2002

L'aria sembra caricarsi di un finale che non riguarda solo la stagione: tutto vibra come se il mondo stesse lentamente perdendo di coesione. Eppure, dentro questo presagio cosmico perdurano i rumori minuti della vita – un'asciugabiancheria, un soffiatore, mele maturanti nel buio – come se le cose quotidiane sottacessero la rovina o provassero ostinatamente a differirla.