Il bello musicale
💬 L'elemento primordiale della musica è l'eufonia, la sua essenza il ritmo. Ritmo in grande, come concordanza di una costruzione simmetrica, e ritmo in piccolo, come movimento alterno e regolare di singoli membri a tempo. Il materiale col quale il compositore crea, e la cui ricchezza non si può immaginare più prodiga, è la totalità delle note, con la possibilità in loro insita di formare melodie, armonie e ritmi diversi. Mai esaurita ed inesauribile domina anzitutto la melodia, quale figura fondamentale della bellezza musicale; con mutamenti, inversioni, rinforzi infinitamente vari l'armonia offre basi sempre nuove; l'una e l'altra riunite sono mosse dal ritmo, vena pulsante della vita musicale, e sono colorite dal fascino di timbri molteplici.
Se ora si chiede che cosa si deva esprimere con questo materiale sonoro, rispondiamo: idee musicali. Ma un'idea musicale perfettamente espressa è già un bello autonomo, è scopo a se stessa, e non un mezzo o un materiale per la rappresentazione di sentimenti e pensieri.
Contenuto della musica sono forme sonoramente mosse.
In qual modo la musica possa darci belle forme senza il contenuto di un determinato sentimento, ce lo mostra alla lontana già un ramo dell'ornamentazione nell'arte figurativa: l'arabesco. Noi vediamo linee mosse, che ora s'abbassano dolcemente, ora s'innalzano audacemente, s'incontrano e s'allontanano, si corrispondono in archi piccoli e grandi, sono apparentemente incommensurabili, ma sempre ben proporzionate, si contrappongono o si fanno riscontro: insieme di piccole unità singole che pure costituisce un tutto. Ora immaginiamo un arabesco non morto ed immobile, ma che sorga davanti ai nostri occhi in una continua autoformazione. Come si rincorrono le linee marcate e quelle sottili, come si innalzano da una piccola curva a superba altezza, e poi si abbassano ancora, si allargano, si riuniscono e sorprendono continuamente l'occhio in un sapiente alternarsi di riposo e di tensione! Così l'immagine diviene più elevata e più nobile. Immaginiamoci compiutamente questo arabesco vivente come attiva estrinsecazione di uno spirito artistico, che riversi incessantemente tutta la pienezza della sua fantasia nelle vene di questo movimento: questa impressione non ricorderà in certo modo quella musicale?
✦ Eduard Hanslick. Il bello musicale. A. Minuziano, 1945
La musica non ha bisogno di tradurre qualcosa per essere eloquente. Prima ancora di evocare ricordi, passioni o immagini, essa vive di un ordine che nasce dal suono stesso: un intreccio di forme, proporzioni, attese e slanci che trova in sé la propria ragione. Come un arabesco che continuasse a disegnarsi davanti ai nostri occhi, ogni melodia cresce, si trasforma, si allontana e ritorna, guidata da un equilibrio che non appartiene alle parole. Forse è questa la meraviglia della musica: saper parlare al profondo dell'anima senza mai rinunciare al mistero della propria lingua.