Frammenti d'autore

L'ancien regime

💬 LA FRANCIA TRA '500 E '700

III. CONFLITTI E DEVIANZA

IL CRIMINE E LA STREGONERIA (3/4)

Presa di coscienza dei giudici e intervento dei medici

Né i teologi, né l'opinione dotta, né la coscienza comune possono impedirsi di credere alla realtà obiettiva del satanismo: si tratta di una minaccia seria per l'ordinamento cristiano della società, tanto più temibile in quanto potrebbe rivelare la presenza di una contro-cultura dei deboli, e in quanto si sospetta che possa favorire la possibilità di una migrazione interna (de Certau), pericolosa per le sue conseguenze politiche e sociali. È comprensibile allora che il potere regio si preoccupi dell'esplodere improvviso dei casi di possessione, nelle città e nei conventi, in focolai localizzati che sono anche, tuttavia, centri operosi di fervore mistico, come a Loudun naturalmente, ma anche a Louviers e a Nancy. Perciò, i roghi si moltiplicano, al termine di procedure a seconda dei casi, rapide e sbrigative o meticolose e pignole: in Lorena, Nicolas Remy, giudice particolarmente fanatico, si vanta di aver «messo in carniere» più di tremila streghe; in Franca Contea, Henri Boguet, Nel Labourd Le Lancre e d'Espagnet collezionano vittime a centinaia; i giudici di Bordeaux si mobilitano massicciamente intorno al 1630, quelli di Rouen sono particolarmente attivi dal 1618 al 1638. L'esplosione di satanismo dura a Luxeuil dieci anni, casi clamorosi si verificano ad Aix verso il 1610, e quelli di Loudun tra il 1630 e il 1640 mettono in agitazione le autorità. È difficile fare una stima sicura dell'importanza quantitativa e dell'estensione geografica di questi episodi sconvolgenti di cui riusciamo a percepire solo il movimento superficiale, quello cioè dei casi arrivati davanti al giudice, soprattutto in appello. Tra il 1565 e il 1640, il parlamento di Parigi, che ha la giurisdizione più vasta, tratterà soltanto settecentocinquanta cause di stregoneria, confermando la maggior parte delle sentenze prima del 1600 e meno di un terzo degli appelli negli anni successivi: questo fatto rivela chiaramente che le posizioni dei giudici stanno cambiando. A partire dal 1624, l'appello automatico delle sentenze capitali – annunciato sin dal 1588 – stabilisce una reale possibilità di tutela per i perseguitati; nel 1686 Colbert, dopo un'ultima epidemia di febbri nelle campagne di Normandia, e soprattutto dopo la «questione dei veleni», rivelatrice della credulità dell'ambiente nobiliare parigino, proibisce alle Corti di prendere in considerazione le accuse di stregoneria sabbatica. Le streghe ormai sono soltanto delle ciarlatane di cui si occupa la polizia dei costumi. Nello spazio di un secolo si è verificato un mutamento decisivo, e Philidor ne darà la sanzione finale all'Opéra, facendo cantare sulla scena una strega di villaggio.

All'inizio, non vi è una vera presa di coscienza della scandalosità di quelle persecuzioni – chi oserebbe negare la realtà del satanismo? – ma soltanto l'insinuarsi del dubbio e dell'incertezza, provocati dai casi di possessioni cittadine in cui sono coinvolte fanciulle della buona società e preti, «vittime consenzienti o no di uno stesso temibile nemico». Lo sforzo già avviato in precedenza per ricondurre la situazione in un ambito di maggiore legalità e l'applicazione del principio della giustizia riservata danno inizio all'inversione di tendenza. Perché questa proceda e si approfondisca sarà necessaria un'altra rivoluzione delle coscienze: una rivoluzione che esprimerà il risultato unificante della trasformazione degli spiriti operata dalla rottura cartesiana, matematica e sperimentale, e che stabilirà una separazione definitiva tra naturale e soprannaturale, rinviando tutto sommato all'infinito, il problema di Dio. Il conseguente regresso delle teologie agostiniane, tra i riformati come tra i cattolici, farà trionfare la contrapposizione tra naturale e soprannaturale, in contrasto con il tomismo, che non concepisce separazione tra universo e pensiero umano, dissolvendo il divino nel quotidiano. La «rivoluzione scientifica» seduce gli stessi uomini che erano stati sedotti dalla teologia tragica del «Dio nascosto»: il Diavolo non dovrà più intervenire nella vita di tutti i giorni. Le conseguenze di questo atteggiamento si faranno sentire intorno al 1680 – quando sorgerà l'ora della «ricerca della verità» – innescando un processo di profonda trasformazione dei costumi.

In questa trasformazione la classe medica giocherà un ruolo fondamentale, favorendo lo spostamento del problema della stregoneria dall'ambito della teologia a quello della medicina. Medici e dottori daranno infatti una spiegazione nuova dei malesseri che affliggono donne e fanciulle di Loudun e di altre città. Inizialmente, tuttavia, la loro opera serve soltanto a convalidare il punto di vista della Chiesa; si comportano infatti come semplici ausiliarî, indispensabili per la ricerca delle prove della possessione impresse sui corpi delle vittime – i punti insensibili al dolore. Successivamente, all'interno della corpo-razione medica si confronteranno due posizioni, quella dei 'possessionisti' e quella dei 'razionalisti'. Questi ultimi daranno una duplice spiegazione della stregoneria, definendola come una malattia che rientra nell'ambito delle scienze sperimentali e non più in quello della simbologia esorcistica, oppure, più semplicemente, nella casistica dei comportamenti fraudolenti. Si tratta, com'è chiaro, di una malattia inesistente, ma che viene comunque curata, con le purghe e con gli ammonimenti morali. Queste oscillazioni esprimono l'impossibilità dell'incontro tra due universi culturali antitetici. Streghe e posseduti credono infatti veramente ai loro mali, e lo dimostrano con tutto il loro comportamento, mentre i medici credono invece soltanto all'evidenza della loro scienza. L'ultima tappa di questo processo vedrà il trionfo dell'idea di malattia mentale. «Si è streghe con l'immaginazione», dirà Malebranche. «Si smetta di punirli e li si consideri come dei pazzi». La rottura dell'ontologia classica giustifica questo cambiamento di posizioni, ma essa evita di interrogarsi sul significato profondo della stregoneria. [Continua]
✦ Pierre Goubert, Daniel Roche. L'ancien regime. Vol. II: Cultura e Società. Jaca Book, 1987

Il rogo comincia a spegnersi quando cambia la domanda. Non più: dove si nasconde il Diavolo? ma: che cosa accade a questi corpi, a queste menti, a queste comunità? Prima i giudici esitano, poi il diritto restringe lo spazio dell'accusa, infine i medici trasferiscono la possessione dal soprannaturale alla malattia, alla frode, all'immaginazione. In un secolo muta l'intero paesaggio mentale: ciò che era segno del Male diventa caso da osservare, diagnosticare, amministrare. Ma ogni chiarificazione porta con sé una perdita. Salvando i perseguitati dal fuoco, la nuova razionalità finisce anche per non domandarsi più che cosa quelle paure volessero dire.

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