L'elettrochoc non arriva mai all'improvviso. Prima c'è l'attesa. Il rumore del carrello che avanza lungo il corridoio, le voci delle infermiere, le grida soffocate che si avvicinano una stanza dopo l'altra. Poco a poco la paura contamina ogni cosa. Le tovaglie diventano presagi di sangue, le porte nascondono minacce sconosciute, i profumi dei fiori si mescolano all'odore della morte. Il reparto continua a mostrarsi ordinato, luminoso, rassicurante, ma sotto quella superficie cresce un paesaggio ostile popolato di pericoli invisibili. Non è il mondo a essere cambiato: è il terrore che ormai lo abita e lo trasfigura interamente.