La guerra giudaica
💬 Nato a Gerusalemme nel 37 dopo Cristo, Flavio Giuseppe discendeva da una famiglia di grandi sacerdoti ebrei. Per qualche tempo, diresse la resistenza del suo popolo contro i Romani, poi cadde prigioniero, collaborò con i nemici, predisse l'ascesa al trono di Vespasiano; e per tutta la vita fu combattuto fra il profondo amore per il Dio di Israele, il tempio di Gerusalemme, i riti amorosamente coltivati e conservati, e la convinzione che la Provvidenza avesse ormai scelto l'immenso, maestoso e armonico impero di Roma.
La guerra giudaica , scritto prima in aramaico poi in greco, è uno dei libri più drammatici della storiografia universale. Il lettore moderno vi trova lo stesso paesaggio di città, di campagne e di deserti dove pochi decenni prima aveva predicato Gesù Cristo: penetra nel Tempio, apprende i riti e le abitudini degli Esseni, la filosofia politica degli Zeloti, conosce lo stesso mondo che ci è stato recentemente rivelato dai manoscritti del Mar Morto. La prima parte dello scritto è dedicata ai delitti che funestarono la famiglia di Erode; e l'intreccio tra la passione per il potere e gli amori e gli odî egualmente sanguinari fra parenti ricorda le tragedie storiche di Shakespeare.
Ma il cuore dell'opera è la lotta del piccolo popolo ebraico, guidato dalla fazione degli Zeloti, contro le legioni di Vespasiano e di Tito. Una delle più terribili tragedie della storia di ogni tempo rivive davanti ai nostri occhi: esempi di coraggio disperato, di straordinaria astuzia guerriera e di folle fanatismo rivoluzionario: scene di battaglia, lunghissimi assedi, fame, saccheggi, prigionieri crocifissi, inermi massacrati, gli ultimi difensori che a Masada si uccidono a vicenda con le spade, fino al momento – che Flavio Giuseppe rievoca lacrimando – in cui il Tempio, simbolo della tradizione ebraica, viene avvolto dalle fiamme di un incendio inestinguibile. # Altro
✦ Flavio Giuseppe. La guerra giudaica. Fondazione Valla/Mondadori, 1974
Gerusalemme diventa il centro del mondo. Le sue mura, il Tempio, le fazioni che si combattono, le legioni romane che avanzano senza tregua: tutto converge verso una delle più grandi tragedie dell'antichità. Coraggio, fanatismo, fame, assedi interminabili e massacri si susseguono fino al giorno in cui il Tempio viene avvolto dalle fiamme, e con esso sembra ardere la memoria stessa di Israele. A raccontarlo è un testimone che porta dentro di sé entrambe le civiltà: e proprio questa lacerazione rende il suo racconto una delle testimonianze più vive e dolorose che il mondo antico ci abbia lasciato.