Postmortem
💬 Venerdì 6 giugno a Richmond pioveva.
L'acquazzone incessante, cominciato all'alba, aveva infierito sui gigli riducendoli a nudi steli e sparso foglie sull'asfalto e sui marciapiedi. Rivoli d'acqua correvano per le strade; nei campi da gioco e nei prati si allargavano grandi pozze. Andai a dormire con il sottofondo della pioggia che scrosciava sulle lastre di ardesia del tetto e, mentre la notte sfumava nella nebbia dell'aurora del sabato, feci un sogno orribile.
Al di là dei vetri della finestra striati di pioggia apparve un volto livido, dai tratti informi e inumani come quelli delle bambole fatte con le calze di nailon. La finestra era buia quando la sagoma apparve, simile a uno spirito maligno, intenta a scrutare all'interno. Mi svegliai e fissai l'oscurità. Soltanto quando il telefono squillò di nuovo capii cosa mi aveva destato. Trovai la cornetta senza annaspare.
«La dottoressa Scarpetta?»
«Sì.» Allungai una mano verso l'interruttore dell'abat-jour e lo accesi.
«Qui Pete Marino. Ne abbiamo trovata un'altra al 5602 di Berkley Avenue. Mi sa che è meglio che venga.»
Il nome della vittima, proseguì, era Lori Petersen, sesso femminile, razza bianca, trent'anni. Il marito aveva trovato il cadavere circa mezz'ora prima.
Non servivano altri particolari. Avevo capito nell'istante in cui avevo sollevato il ricevitore e riconosciuto la voce del sergente Marino. Forse l'avevo realizzato già al primo squillo. Chi ha paura dei lupi mannari teme anche la luna piena. Io avevo cominciato a temere le ore tra la mezzanotte e le tre, quando il venerdì diventa sabato e la città sembra sprofondare nell'incoscienza.
In circostanze normali, è il medico legale di turno a recarsi sul luogo di un omicidio. Questo però non era un omicidio come tanti altri. Avevo ribadito, dopo il secondo caso, che se ci fosse stato un altro delitto, a qualsiasi ora, avrebbero dovuto chiamare me. A Marino l'idea non era piaciuta. Fin da quando, meno di due anni prima, ero stata nominata direttrice del Centro di medicina legale del Commonwealth della Virginia, mi aveva creato delle difficoltà. Non sapevo bene se non gli piacevano le donne, oppure se ero semplicemente io a non piacergli.
«È a Berkley Downs, Southside» disse in tono condiscendente. «La sa la strada?» [...]
✦ Patricia D. Cornwell. Postmortem. Mondadori, 1994
A volte il male arriva facendo rumore. Altre volte ritorna silenzioso sui suoi passi. Basta un telefono che squilla prima dell'alba perché la paura ritrovi il suo posto. Non è tanto un cadavere a colpire, ma quella certezza muta che precede ogni commento: «Ne abbiamo trovata un'altra». Da quell'istante la notte non è più una parte del giorno, ma un appuntamento. E il passaggio dal venerdì al sabato diventa il confine invisibile oltre il quale qualcuno, da qualche parte, sta già morendo.