Frammenti d'autore

Amori d'Oriente

💬 La lunga riva del fiume delle Perle era tutta fitta di innumerevoli sampan manovrati da ragazze, dalla lunga treccia sulle spalle, giubbetto bianco e calzoncini neri, che servivano di giorno per il traghetto e alla sera stavano pettegole e insistenti tutte sulla riva a richiamare gli uomini con queste parole: «'N zila, 'n zila» invitevoli e lamentose. Erano ragazze abbandonate dalle loro famiglie che non sapevano cosa farne, raccolte e allevate da vecchie donne erano state messe su quelle barche dove avevano cominciato quasi contemporaneamente a rendersi esperte del vogare e dell'amore. Diverse sere camminando lungo a questa riva era stato accerchiato e trattenuto per le maniche tra sorrisi e gesti osceni dalle vecchie matrigne che gli offrivano di fare una gita notturna sul fiume e di abbandonarsi al terribile incerto piacere dell'amore. Una sera in compagnia di un giovane connazionale impiegato alla dogana progettò di andare a bordo di certe grandi giunche chiamate battelli fioriti, famose in questa città. Un tempo ve ne erano a centinaia e andavano su e giù tutta la notte per il fiume cariche di bellissime ragazze, con possibilità a bordo di laute cene, di ascoltare musica e canto, di fumare l'oppio, di vedere danze e di fare all'amore. Ma un incendio propagatosi dall'una all'altra le arse e distrusse insieme al carico prezioso. Ne rimasero poche. Giunti sulla riva e scorto in mezzo al fiume uno di questi battelli tutto illuminato di lanterne, entrarono in un sampan e ordinarono alla ragazza di portarli fino a quel battello fiorito, ma dopo i primi colpi di remo, questa deviò subito la rotta filando verso un punto oscurissimo, dove sostavano altri sampan. Lorenzo cominciò a protestare indicandole il battello che si allontanava, ma ella non ne volle sapere. Il suo compagno s'impaurì: «Caro mio, ci sta giocando un brutto tiro. Qui ogni tanto scompaiono stranieri che poi si ritrovano galleggiare cadaveri. È capacissima di chiamare gente per farci legare, derubare e peggio. Salviamoci». Ma altra salvezza non vi era che buttarsi in acqua e raggiungere a nuoto la riva, oramai abbastanza lontana. Visto che a cenni e minacce la ragazza non ubbidiva, Lorenzo si precipitò su di lei, le tolse di mano il remo, le buttò una manciata di monete e si diede a vogare, mentre ella incurante delle monete si era avventata su di lui strillando come un'ossessa per riprendergli il remo. «Tienila ferma», gridò, «ché ci manca poco.» Il suo compagno era riuscito a stringerla ai polsi, ma quella libera alle gambe, per fortuna calzate di scarpe di stoffa, non smise di colpirlo, finché giunsero vicino a un altro battello fiorito, che sopraggiungeva. Allora Lorenzo prese a gridare, accorsero alcuni uomini che subito buttarono una cima e apprestarono una scaletta per farli salire. Il suo compagno spiegò a loro cosa era avvenuto e costoro investendo la ragazza di insulti discostarono con una pedata il sampan, trattenendoli dal darle altri denari. La ragazza piangeva e si lasciava trasportare dalla corrente che presto la disperse nell'ombra.
✦ Giovanni Comisso. Amori d'Oriente & Gioco d'infanzia. Longanesi, 1965

Lanterne, fiume, richiami nella notte: tutto si muove tra seduzione e minaccia, quasi desiderio che galleggia su acque infide. La ragazza conduce il sampan nel buio e, d'improvviso, l'esotico gioco si grava di paura, grida, ombre e corrente. Dove il fascino dell'altrove si incrina, affiora il volto inquieto delle tenebre.