Basta uno starnuto, e ciò che fino a un istante prima sembrava naturale diventa una colpa. Non è il fazzoletto, né lo spruzzo sulla nuca del direttore generale a preoccupare Cervjakòv: è l'idea di aver infranto, sia pure per un attimo, quell'ordine invisibile che separa chi deve inchinarsi da chi gli inchini è abituato a riceverli. Da quel momento, lo starnuto smette di appartenere al corpo e passa interamente nella coscienza, dove ogni scusa genera il bisogno di un'altra scusa, fino a trasformare un incidente insignificante in una condanna dalla quale sembra impossibile liberarsi.