Le grandi Signorie(Q)
💬 CAPITOLO I
LE GRANDI SIGNORIE
9. (12) Le guerre per la successione a Napoli
La prima s'iniziò in Sicilia. Quanto abbiamo detto delle condizioni del Napoletano si adatta anche a quest'isola; anzi il disfacimento monarchico qui fa emergere ancora più i grandi feudatari Palizzi, Ventimiglia, Alagona, Moncada, Peralta. Sotto Federico III d'Aragona la lotta tra due di queste famiglie, i Chiaramonte e i Ventimiglia, dette luogo a complicazioni e a lotte civili; chè, successo Pietro II, 1337-42, e vòltosi questi alla nobiltà Spagnola (detta catalana , onde gli indigeni si chiamarono latini ) per strapotenza di Matteo Palizzi che aveva fatto schiacciare i Chiaramonte, ne nacque una guerra civile che si trascinò sotto Lodovico, 1342-55 e Federico IV, 1355-1377. Le città e le campagne soffrirono enormemente, e l'isola fu divisa in parti; il Palizzi a Messina, gli Alagona a Catania, i Chiaramonte a Palermo. Orbene, fin dal 1312 Roberto, chiamato dagli stessi Siciliani, era intervenuto nelle contese, e ciò durò anche lui morto sino al 1373; ma col solito risultato di sprecare inutilmente denaro ed energia. E le condizioni peggiorarono quando la nipote di Roberto, la giovane Giovanna I, 1343-81, gli succedeva in unione col giovinetto marito Andrea, fratello del re d'Ungheria, altro ramo Angioino, però escluso dalla successione. Ma Andrea d'Ungheria fu ucciso proditoriamente il 18 settembre 1345 in Aversa, alcuni dicono con la complicità della moglie, onde la discesa del fratello Luigi di Ungheria per vendicarlo e una lunga serie di lotte fra costui e altri principi designati alla successione sino a che alla morte della regina si trovarono di fronte le due case d'Angiò nei due pretendenti Carlo di Durazzo e Luigi d'Angiò, 1382. Contemporaneamente le cose precipitavano anche in Sicilia, in modo che, morto Federico IV e successa Maria, il Regno fu retto ufficialmente da quattro Vicari (Alagona, Ventimiglia, Chiaramonte e Peralta, 1377-97), finchè, col matrimonio di Maria con Martino il giovane d'Aragona, l'isola passò a questa corona. [Continua ]
✦ Carlo Capasso. Nazioni e Imperi dell'Età moderna. Vitagliano, 1930
Quando l'autorità centrale si indebolisce, ogni successione diventa una prova di forza. In Sicilia le grandi famiglie arrivano a spartirsi di fatto città e territori, governando in nome di una regina ancora minorenne; a Napoli l'assassinio di Andrea d'Ungheria apre una crisi nella quale parentele dinastiche, vendette e pretese ereditarie trascinano per decenni uomini e risorse. I sovrani continuano a succedersi, ma sotto la corona il territorio sfugge continuamente al controllo. La questione non è più soltanto chi debba portare il titolo regio: è se esista ancora un potere abbastanza forte da dare unità reale al regno che quel titolo dovrebbe rappresentare.