Frammenti d'autore

Le grandi Signorie(Q)

💬 CAPITOLO I

LE GRANDI SIGNORIE

2. Impero e Papato di fronte alle Signorie

Nel secolo XIV si presenta la medesima questione che già s'era fatta imperiosa all'epoca dei Comuni. Come si sarebbero comportati l'Impero e il Papato di fronte alle nuove formazioni? Era naturale che essi intervenissero; ma era anche facile vedere che non potevasi rinnovare l'energia di Federico I. I principali Signori avevano cercato di legittimare in certa qual guisa la loro posizione sollecitando il titolo di vicario imperiale o papale; ma essi lo facevano per avere un qualche titolo giuridico di fronte ai loro sudditi, più che in realtà si fondassero su essi. Teoricamente le Signorie, sostituendosi ai Comuni, si sostituivano a quelli nel riconoscere la sovranità ideale del Regno e dell'Impero. Quanto a questo, la sua inferiorità si dimostra nel fatto che deve necessariamente farsi partigiano di questo o di quel partito, e le conseguenze ne sono facilmente immaginabili. Il Papato a sua volta, pretendendo con Bonifacio e con Giovanni alla primazia, doveva finire per trovarsi di fronte alle Signorie nei medesimi rapporti. Ciò si vide chiaramente dopo il 1313. [Continua]
✦ Carlo Capasso. Nazioni e Imperi dell'Età moderna. Vitagliano, 1930

Le Signorie cercano dall'Impero o dal Papato il titolo che renda legittimo un potere conquistato ormai nei fatti. È quasi un paradosso: chi domina realmente ha ancora bisogno di una consacrazione proveniente da autorità che dominano sempre meno. Il vicariato imperiale o papale fornisce così una veste giuridica alla forza politica, senza costituirne più il fondamento. Impero e Chiesa conservano una sovranità ideale, ma per intervenire devono scendere sul terreno delle alleanze, scegliere amici e nemici, diventare essi stessi parti della contesa. Il titolo continua a venire dall'alto; il potere, ormai, cresce dal basso.

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