Possessione
💬 Il libro era spesso e nero e coperto di polvere. La copertina era incurvata e grinzosa; doveva essere stato maltrattato, ai suoi tempi. La costola non c'era più, o meglio sporgeva tra i fogli come un segnalibro voluminoso. Un nastro bianco sporco, legato con un bel fiocco, avvolgeva più volte il volume. Il bibliotecario lo porse a Roland Michell, che lo aspettava seduto nella sala di lettura della London Library. Il libro era stato prelevato dallo scaffale protetto n. 5, in cui era normalmente custodito tra le Pranks of Priapus e The Graecian Way of Love . Erano le dieci di mattina di un giorno di settembre del 1986. Roland sedeva al tavolo singolo che prediligeva, nascosto da una colonna quadrata che tuttavia non gli impediva di vedere l'orologio sopra al caminetto. Alla sua destra c'era una finestra alta e luminosa, attraverso cui si scorgeva l'alto fogliame verde di St James's Square.
La London Library era il suo luogo favorito. Era un edificio trascurato ma decoroso, trasudava storia ma era abitato da poeti e pensatori in carne e ossa, che potevi incontrare accovacciati sulle basi metalliche scanalate degli scaffali, o sui pianerottoli, impegnati in piacevoli conversazioni. Carlyle era passato di qui, tra queste scansie aveva camminato George Eliot. Roland ne vedeva le sottane di seta nera, gli strascichi di velluto che frusciavano compressi tra i Padri della Chiesa, ne sentiva il passo fermo risuonare sul metallo tra i poeti tedeschi. Qui Randolph Henry Ash era venuto a saturare la duttilità di mente e memoria con le più disparate nozioni tratte da Storia e Topografia, dalle propizie congiunzioni alfabetiche di Scienza e Miscellanea – Daini, Danza, Delirio, Dermatologia, Diavolo e Demonologia, Digestione, Distribuzione, Divinità, Domestici. Ai suoi tempi, le opere sull'Evoluzione erano catalogate sotto la voce Uomo preadamitico. Solo da poco Roland aveva scoperto che la London Library possedeva la copia appartenuta ad Ash dei Principj di Scienza Nuova di Vico. I libri di Ash, malauguratamente, erano sparpagliati tra l'Europa e l'America. La raccolta di gran lunga più importante si trovava naturalmente nella Stant Collection, presso la Robert Dale Owen University nel Nuovo Messico, dove Mortimer Cropper lavorava alla monumentale edizione dell'Epistolario di Randolph Henry Ash . Il che oggi non costituiva un problema: i libri attraversavano l'etere come la luce e il suono. Ma c'era qualche probabilità che sulla propria copia del Vico Ash avesse fatto annotazioni sfuggite persino all'infaticabile Cropper. Roland stava indagando sulle fonti del Giardino di Proserpina di Ash. E poi c'era il piacere di leggere le stesse frasi che Ash aveva letto, sfiorato con le dita, scorso con gli occhi.
Fu subito chiaro che il libro era rimasto indisturbato per molti anni, forse fin da quando era stato collocato nella biblioteca. Il bibliotecario andò a prendere uno strofinaccio a scacchi e lo ripulì dalla polvere: nera, densa, tenace polvere vittoriana, composta di particelle di smog accumulatesi prima delle leggi contro l'inquinamento atmosferico. Roland sciolse la fettuccia. Il libro si aprì, come una scatola, liberando fogli su fogli di carta sbiadita, blu, crema, grigia, zeppi di scrittura rugginosa, dei graffi ingialliti di un pennino d'acciaio. Roland riconobbe la grafia con un brivido di eccitazione. Sembravano appunti su Vico, scritti sul retro di fatture del libraio e lettere. Il bibliotecario osservò che sembrava non fossero stati toccati prima d'ora. Gli orli che sbordavano dalle pagine erano color nerofumo, e ricordavano i bordi degli annunci mortuari. Coincidevano precisamente con la loro attuale posizione, orlo della pagina e orlo della macchia.
✦ Antonia S. Byatt. Possessione: una storia romantica. Einaudi, 1992
Ci sono scoperte che non assomigliano a un lampo, ma a un granello di polvere che improvvisamente cambia di peso. Fino a un istante prima tutto sembrava immobile: gli scaffali, i libri, le annotazioni dimenticate, il tempo stesso. Poi basta una pagina aperta, una grafia riconosciuta, un foglio rimasto nascosto per decenni, e il passato smette di essere concluso. Forse non esistono davvero documenti inerti. Esistono solo vite che aspettano il lettore capace di restituire loro un futuro. E quando questo accade, non è soltanto il passato a riemergere: è poprio il presente che comincia, quasi senza che ce ne si renda conto, a scrivere una storia nuova.