Ambrogio Borghi, La Chioma di Berenice, part. (1878)
Il corpo si tende verso l'alto come per liberarsi del proprio peso, ma dietro di lei la chioma si agita ancora, viva come fiamma o creatura marina. Tutto sale e si disperde insieme: il gesto, i capelli, il desiderio stesso di oltrepassare la materia. Qui il marmo non cerca quiete – cerca vertigine.