La calda notte dell'ispettore Tibbs
💬 Alle 3 meno 10 del mattino, la città di Wells era immobile, sprofondata nel caldo. La gran parte dei suo undicimila abitanti si agitava senza requie nel letto; quelli che proprio non riuscivano a dormire imprecavano, perché nemmeno la brezza più lieve veniva a rinfrescare la notte. L'afa agostana delle due Caroline galleggiava spessa e pesante.
La luna era tramontata. I lampioni del centro cittadino proiettavano ombre nere sui negozi chiusi, sull'unico cinema superstite, sui distributori di benzina. All'incrocio principale con la strada statale, il condizionatore d'aria della farmacia Simon era acceso e ronzava nel silenzio della notte. Dall'altro lato della strada, la sola macchina che la polizia del luogo tenesse di ronda notturna era accostata al marciapiede.
Sam Wood, il poliziotto di ronda, compilava il foglio di servizio stringendo saldamente la penna a sfera. Teneva il blocco dei moduli fermo contro il volante e scriveva a stampatello, alla debole luce che dall'esterno filtrava nell'auto. Compitando attentamente, scrisse che come di dovere aveva perlustrato la zona residenziale e che aveva trovato tutto in ordine. Lo riempiva di orgoglio la consapevolezza di essere, da tre anni a questa parte, l'uomo più importante in città tra quelli che erano svegli e in servizio durante la notte.
Finì di riempire il modulo, poggiò il blocco sul sedile accanto e diede un altro sguardo all'orologio. Erano quasi le tre: l'ora giusta per fare una pausa e prendere una tazza di caffè alla tavola calda. Ma l'afa gli fece cambiare idea: niente caffè, meglio qualcosa di freddo. Doveva prendersi la pausa adesso, o passare prima dalla baraccopoli, la parte più povera della città? Quella era la sola parte del servizio notturno che trovasse spiacevole, ma qualcuno doveva pur andarci. Pensando all'importanza dell'incarico ricoperto, decise che la pausa avrebbe aspettato un po'. Ingranò la marcia e mise in moto la macchina, allontanandosi dal marciapiede con una manovra fluida, da esperto guidatore qual era.
Attraversata la statale, deserta in entrambe le direzioni, si ritrovò sulla strada accidentata del quartiere dei neri. Procedette molto lentamente, ricordandosi della notte in cui, mesi addietro, aveva investito un cane. La bestia stava dormendo in mezzo alla strada, e lui non aveva fatto in tempo a scansarla. Sam si rivide chino a reggergli la testolina, gli occhi del cane pieni di dolore e imploranti. Poi l'aveva visto morire, e nonostante andasse a caccia e fosse considerato un duro, aveva provato dispiacere e rimorso. Proseguì dunque con gli occhi fissi sulla strada attento alle buche più profonde e ai cani.
✦ John Ball. La calda notte dell'ispettore Tibbs. Sellerio, 2006
La città dorme sotto una cappa di calore e immobilità. Le strade sono vuote, i negozi chiusi, il tempo sembra essersi fermato poco prima delle tre del mattino. In questo silenzio, un solo uomo percorre la notte convinto di vegliare sull'ordine del suo piccolo mondo. Si preoccupa delle buche, dei cani randagi, delle abitudini del quartiere più povero. Tutto appare ordinario, quasi insignificante. Ma certe notti sembrano trattenere il respiro. E mentre nulla accade, la città si avvicina lentamente a qualcosa che sta già aspettando nel buio. In una notte più nera del carbone.