Nuova Atlantide
💬 Salpammo dal Perù (dove eravamo rimasti per un intero anno) verso la Cina e il Giappone, attraverso il Mare del Sud, portandoci viveri per dodici mesi; e avemmo venti favorevoli da oriente, sebbene calmi e deboli, per lo spazio di cinque mesi e più. Ma poi il vento si volse e rimase a occidente per molti giorni, tanto che non potemmo fare se non poca o nessuna strada, e fummo qualche volta sul punto di ritornare. Ma poi di nuovo si alzarono forti e grandi venti da meridione, un grado a est; ed essi ci spinsero nostro malgrado verso il settentrione; intanto i viveri finirono sebbene ne avessimo usato parcamente. Così, trovandoci nel mezzo della più ampia distesa d'acque del mondo senza viveri, ci considerammo perduti e ci preparammo a morire. Innalzavamo tuttavia il cuore e la voce al Dio dei cieli, il quale "mostra i Suoi miracoli nel profondo", impetrandolo che per la Sua misericordia, come nel principio aveva rivelato la faccia dell'abisso producendo la terraferma, così rivelasse ora la terra a noi, affinché non perissimo.
E accadde che verso sera del giorno seguente scorgemmo a una ventina di miglia davanti a noi, verso settentrione, certe dense nubi che ci diedero qualche speranza di terra, sapendo come quella parte del Mare del Sud fosse completamente sconosciuta, e potesse contenere isole o continenti che ancora non fossero venuti alla luce. Volgemmo perciò la nostra rotta al punto in cui vedevamo indizi di terra per tutta quella notte e, all'albeggiare del giorno seguente, potemmo distinguere chiaramente che si trattava di una terra, che alla nostra vista appariva piatta e piena di boschi, la qual cosa la faceva sembrare tanto più scura. E dopo un'ora e mezzo di navigazione, entrammo in una buona insenatura, che era il porto di una bella città: per la verità non grande, ma ben costruita, e che offriva una piacevole vista dal mare. Noi, che non vedevamo l'ora di essere sulla terraferma, accostammo alla riva e facemmo per sbarcare. Ma immediatamente vedemmo parecchie persone che, con bastoni in mano, sembravano volerci vietare di scendere a terra, senza però grida od ostilità, ma solo come per avvertirci di stare al largo con i cenni che facevano. Essendo da questo non poco disanimati, ci mettemmo a deliberare sul da farsi.
✦ Francis Bacon. Nuova Atlantide. De Agostini, 1966
La scoperta comincia spesso quando ogni speranza sembra esaurita. Il mare si è trasformato in una prigione senza confini, i viveri sono finiti e la morte appare ormai più vicina della terraferma. Poi, d'improvviso, una nube all'orizzonte diventa una promessa. La città che emerge dai boschi sembra offrire salvezza, ma gli uomini che ne custodiscono il porto impediscono agli stranieri di sbarcare. Non gridano, non minacciano, non mostrano ostilità. Si limitano a mantenere una distanza che i naviganti non comprendono. Dopo settimane trascorse a temere il mare, ecco apparire una nuova incertezza: quella della terra.