Il più gran bene del mondo
💬 Johnny pianse quando mi portarono da lui. Non glielo avevo mai visto fare prima, ma non mi stupiva, a pensarci bene, anche se sapevo che non avrebbe mai voluto farlo davanti a me. Mi sedetti sulla panca di legno vicino a lui e gli presi la mano.
«Mi dispiace tanto, Johnny» dissi.
«Non si poteva evitare, Frank» rispose. Era una risposta prevedibile, ma, date le circostanze, comprensibile; io non ero però nello stato d'animo di accettare, anche volendolo scusare, quel suo disarmante fatalismo, che era incompatibile con la mia natura energica e avrebbe potuto diventare l'epitaffio sulla tomba della nostra amicizia. Non era comunque quello il momento di discutere.
«Che cosa è successo?» chiesi. Non avevo capito molto dalla sconclusionata telefonata che quella meschina di Megan mi aveva fatto la sera prima. Mi raccontò.
«Se solo fossi venuto da me!» dissi amareggiato.
«Magari l'avessi fatto, Frank. Ti ho trascurato, lo so.»
«Forse anch'io ti ho trascurato. Se ti avessi prestato quel denaro...»
«Non cambiava niente» mi interruppe tirandosi indietro il ciuffo di capelli neri e ricci che gli era caduto sugli occhi. «Avevo bisogno di ben altro.»
Era un bravo ragazzo, si asteneva non solo dall'accusarmi (d'altronde le nostre liti del passato non erano mai state imputabili a me), ma anche dal fare la seppur minima allusione a una mia responsabilità, non lasciava trapelare il minimo dubbio.
Mi sentii improvvisamente annientato dalla disastrosa gravità della situazione.
«Johnny, perché non hai avuto fiducia in me? Perché diavolo non ti sei fatto vivo? Se avessi saputo che ne avevi un bisogno così disperato ti avrei dato i soldi, e tutto quel che volevi. Invece mi hai voltato le spalle, mi hai tagliato fuori.»
«Lo so che l'avresti fatto, Frank. Sei sempre stato buono con me. Ma non potevo chiederlo a te, non dopo essermi comportato così male, non potevo chiederti nient'altro. E poi non mi andava di continuare a prendere i tuoi soldi. Lo so che non ne hai molti. E volevo arrangiarmi da solo.»
«Da solo!» Era stato sorpreso mentre svaligiava un appartamento.
«Be'... sai cosa voglio dire» disse con un sorriso disarmante. «E poi non è stato facile...»
«Ma guarda dove sei finito!»
«Uno stronzo mi ha beccato» disse cupamente. «Stavo quasi per farcela!»
«Johnny, eravamo così felici prima! Perché hai lasciato perdere tutto? Avrei fatto qualsiasi cosa per te, qualsiasi cosa, lo sai.»
«La colpa è mia. Sono stato un idiota. Posso rimproverare solo me stesso.» Non dissi nulla. «Е роі anche tutta quella birra... » aggiunse. Lasciai correre. Che senso aveva ora tornarci sopra? Gli andava bene così. «Quanto pensi che mi daranno?» Mormorai qualche parola di conforto sui reati minori. «Mi faresti un favore, adesso, Frank?»
Era troppo, mi ripugnava.
✦ J.R. Ackerley. Il più gran bene del mondo. Serra e Riva, 1988