Frammenti d'autore

La morte è un sogno

💬 – Dormi, adesso, David.

– Sì, dormo.

– Vorrei che riposassi un po' mentre io parlo con tua moglie.

– Va bene, dottore, riposerò.

– Suo marito è sotto ipnosi adesso, signora Carpenter. Possiamo parlare senza che lui ci disturbi.

– Capisco, dottor Manson.

– Mi parli ora degli incubi che ha. Dice che sono cominciati la notte del vostro matrimonio?

– Sì, dottore, una settimana fa. Dopo la cerimonia venimmo direttamente qui, nella nuova casa. Offrimmo un pranzo di nozze alla buona e andammo a letto dopo mezzanotte. All'alba David mi svegliò. Gridava nel sonno, si agitava, diceva cose incomprensibili. Lo svegliai. Era pallido, tremava, disse che aveva avuto un incubo.

– Però non ne ricordava nessun dettaglio, vero?

– No, nessuno. Prese un Seconal e si riaddormentò. La notte seguente successe la stessa cosa, e l'altra ancora. È accaduto tutte le notti.

– Un incubo ricorrente, capisco. Ma non deve preoccuparsi, conosco David da quando era ragazzo, e credo che lo tireremo fuori da questi incubi senza difficoltà.

– Oh, dottore, magari!

– Può darsi che Richard abbia di nuovo cercato di aprirsi un varco nella sua coscienza.

– Richard? E chi è Richard?

– Richard è l'alter ego di David, la sua seconda personalità.

– Credo di non capire.

– Quando David aveva dodici anni, ebbe un incidente automobilistico. Questo gli procurò un grave choc nervoso che si risolse in una forma di schizofrenia con la quale gli si svilupparono due distinte personalità. Una è quella di David così com'è. L'altra, la sua seconda personalità, è incosciente e nociva, completamente incontrollata. David chiamò Richard questa personalità e disse che era il suo fratello gemello che viveva nella sua mente.

– Che strano!

– Casi come questo sono frequenti nella storia della medicina. Quando David era stanco o preoccupato, Richard riusciva a prendere il sopravvento. In questi casi, suggeriva a David azioni come camminare nel sonno o dar fuoco alle coperte del letto. David, insomma, non era più se stesso quando Richard ne prendeva il controllo. A volte non riusciva nemmeno a ricordare cos'era successo. Altre volte, invece, credeva che fosse stato solo un incubo.

– È terribile!

– Trattai il caso di David a suo tempo. Pensavo di avergli fatto una cura radicale e di aver scacciato Richard per sempre. Ma è possibile che... bene, ora desidero interrogare David su questo suo sogno. I particolari forse ci diranno ciò che ci occorre sapere...
✦ Robert Arthur. La morte è un sogno. In «Alfred Hitchcock presenta Racconti per le ore piccole». Feltrinelli, 1962

Il male non arriva sempre da fuori: può già dormire accanto a noi, respirare nel nostro stesso letto, parlare con la voce della persona amata. È anche solo la possibilità remota che qualcosa di temibile possa insinuarsi silenzioso attraverso uno spiraglio mal custodito della coscienza. L'ipnosi, il medico rassicurante, la giovane moglie smarrita: una conversazione ordinaria introduce gli elementi di un equilibrio precario in procinto di spezzarsi. Perché Richard non è soltanto un doppio: è il ritorno oscuro di ciò che si credeva guarito, sepolto, dimenticato per sempre. Perché Richard ha già un nome, e perciò già esiste, da qualche parte là dentro.