Bisogna volerci andare. Quel quartiere non si incontra: si raggiunge attraversando ponti troppo bassi, strade che paiono finite, rotaie che tagliano la città come una frontiera invisibile. Anche le mappe sembrano rinunciare a quel pezzo di mondo, interrompendo le vie davanti alla ferrovia come se oltre non valesse più la pena disegnare nulla. Restano i palazzoni grigi, la fabbrica abbandonata, l'officina impolverata dove Mario costruisce motori di barche senza avere il mare davanti agli occhi. Tutto porta il segno di una periferia dimenticata, sospesa ai margini della città e insieme ostinatamente viva dentro i propri sogni incompleti.