Frammenti d'autore

L'amico ritrovato

💬 Entrò nella mia vita nel febbraio del 1932 per non uscirne più. Da allora è passato più di un quarto di secolo, più di novemila giorni tediosi e senza scopo, che l'assenza della speranza ha reso tutti ugualmente vuoti – giorni e anni, molti dei quali morti come le foglie secche su un albero inaridito. Ricordo il giorno e l'ora in cui il mio sguardo si posò per la prima volta sul ragazzo che doveva diventare la fonte della mia più grande felicità e della mia più totale disperazione. Fu due giorni dopo il mio compleanno, alle tre di uno di quei pomeriggi grigi e bui, caratteristici dell'inverno tedesco. Ero al Karl Alexander Gymnasium di Stoccarda, il liceo più famoso del Württemberg fondato nel 1521, l'anno in cui Lutero comparve davanti a Carlo V, imperatore del Sacro Romano Impero e re di Spagna.
Fred Uhlman. L'amico ritrovato. Feltrinelli, 2007

Entra un volto e il tempo si svuota: tutto si riempie di lui e insieme si consuma, come se felicità e perdita fossero la stessa cosa che cresce. Non si esce più da quell'istante. E amare, forse, è questo portarsi dietro, per sempre, la propria fine.

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