La voce entra cantando, ma la luce resta fuori: dentro, si vive di dolori, di rabbie minute, di poco. In quella stanza oscura, affollata di malattie, miseria e scarafaggi, anche la felicità prende forme minuscole. Non un regalo prezioso, non una festa, non una promessa di riscatto: soltanto un paio di occhiali. La bimba li aspetta, ostinata, con l'emozione che gli altri riserverebbero ad un miracolo. Attorno a lei gli adulti parlano di dolori, fatiche e rinunce. Lei custodisce invece una gioia semplice e assoluta: vedere. Non sa ancora che cosa vedrà attraverso quelle lenti. Sa però che il mondo, da oggi, sarà diverso.