Frammenti d'autore

Sette rubli per il cappellano

💬 I. Dall'Italia al Don

Al caposaldo Vignolo

17 gennaio 1943

Terminata la confessione, il moribondo, traendo un astuccio dal taschino, soggiunge: «Avevo messo da parte sette rubli, per portarmeli in Italia come ricordo di guerra. Cappellano, li porti lei a mia mamma...» L'alpino soccomberà per le ferite all'ospedale da campo di Loščina.

Quella mattina ricorreva la festa di sant'Antonio abate, l'asceta del deserto africano. Il santo era stato richiamato, per mezz'ora, dall'Africa infocata alla gelida riva del Don, mentre celebravo la messa in suo onore al caposaldo Vignolo, su invito degli alpini.

Questi, da buoni montanari, sono tradizionalmente devoti al santo della gente umile e protettore dei conducenti.

All'ora del rancio mi giunge una telefonata dal comando di battaglione, con questo laconico ordine: «Rientra immediatamente alla base; la parrocchia (il battaglione) ripiega».

Infilo gli sci, saluto gli alpini e i colleghi ufficiali e raggiungo di volata, in compagnia del mio attendente, il comando del battaglione Saluzzo. Purtroppo è giunto il momento che da giorni si prevedeva: il corpo d'armata alpino incomincia la ritirata del Don. Anche il mio battaglione abbandonerà alle ore diciassette la sua linea del fronte: le posizioni fortificate finora inviolate.

La data del 17 gennaio 1943 fissa dolorosi ricordi nella mia esistenza e segna il primo atto dell'olocausto di dodicimila uomini della divisione Cuneense. [...]
✦ Guido Maurilio Turla. Sette rubli per il cappellano: con gli alpini della Cuneense sui campi di battaglia e poi nei campi di prigionia russi dal '42 al '46. Longanesi, 1970

Sette rubli: quasi nulla, eppure abbastanza da contenere una vita intera. In quel piccolo ricordo destinato alla madre c'è ancora l'illusione del ritorno, mentre tutto intorno annuncia già la fine: il ferito che muore, la messa celebrata sul Don, il rancio interrotto, l'ordine improvviso di ripiegare. Fino a quel momento le posizioni erano rimaste inviolate; poche ore dopo comincia la ritirata. È così che una data entra per sempre nella memoria: non come cifra di calendario, ma come soglia. Il 17 gennaio 1943 non segna soltanto una partenza dal fronte: segna l'inizio di una lunga discesa dentro la caduta.

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