In questo mondo vegetale – rigoglioso, esotico, quasi opulento – tutto è piegato, travolto, sottomesso da un'energia che non ammette replica. Qui non c'è parola che tenga: la violenza non è detta, è esercitata. Se la scena è dominata da una potenza cieca e irresistibile, quale spazio resta all'uomo: spettatore, vittima o illusione di controllo?