Frammenti d'autore

Gli strumenti delle tenebre

💬 Geoffrey si acquetò quando furono serviti i filetti di baccalà d'importazione, silenzio che aveva a che fare con i vini maltesi. Insultò tutti all'insalata di avocado, e gl'insulti furono presi con buona grazia da ognuno dei commensali tranne me e Sciberras. Prima cosa sfotté anche a colpetti di gomito sulle costole il giovane John Ovington a proposito della sua cosiddetta filosofia pratica della vita: «Cioè, mica si può essere tutti quanti parassiti, dico bene? Tocca che ci sia un corpo ospite, no?, da sfruttare parassiticamente, giusto? Quindi non è alla portata di tutti e quindi i parassiti rappresentano un'élite, cosa che non cambia la faccia del mondo, dico bene, guaglio'?». Alla ragazza in costume tipo "Marianna la va in campagna", che sembra rispondesse al nome di Janie: «Ti dona, altroché se ti dona anche sudicio com'è quel cencio di nonna, ma tanto tu sei il tipo che gli sta bene ogni cosa, anche una tetta più grossa dell'altra». Eseguì una pantomima da enofilo con la bottiglia di Marsovin: «Mm, questo ceppo d'uva è indubbiamente di provenienza del cortile dei Grima non dei Fenech, dietro casa, lato nord, dove va sempre per pisciarci quel gattaccio diabetico. Siete dell'avviso?».
✦ Anthony Burgess. Gli strumenti delle tenebre. Rizzoli, 1983