Paolo Apostolo
💬 227. Benché fuori della terra dei padri, la famiglia di Paolo conservò quel tenace attaccamento alla propria discendenza nazionale e tribale che fu sempre una caratteristica dei Semiti (2); cosicché, egli poteva precisare di essere della stirpe d'Israele, di tribù di Beniamino, Ebreo da Ebrei (Filipp., 3, 5). La sua, dunque, era la piccola ma bellicosa tribù di Beniamino che aveva data alla nazione il primo re nella persona di Saul: e i genitori di Paolo, che da puntuali osservanti delle prescrizioni religiose circoncisero il bambino l'ottavo giorno dalla sua nascita (ivi), gli imposero in tale occasione appunto il nome di Saul (ebr. Sha'ul ), che significa «Domandato (a Dio)».
Se Paolo si vanta di essere Ebreo da Ebrei , dopo aver ricordato la sua discendenza da Israele e da Beniamino, lo fa certamente per distinguersi dai «proseliti» aggregati all'ebraismo: ma nello stesso tempo vuole forse alludere allo spirito di stretta ortodossia che vigeva nella sua famiglia e nel quale anch'egli fu educato. Pur vivendo in terra straniera e fra idolatri, la fiamma della fede nazionale-religiosa non si offuscò mai in seno a quella famiglia, i cui membri continuarono ad essere Ebrei da Ebrei sia nei sentimenti interni sia nelle azioni esterne: anzi, appunto per ravvivare sempre più quella fiamma, il bambino sarà a suo tempo inviato a studiare a Gerusalemme. # Altro
✦ Giuseppe Ricciotti. Paolo Apostolo: biografia con introduzione critica e illustrazioni. Tipografia Poliglotta Vaticana, 1946
Lontano dalla patria non significa lontano dalle proprie radici. In quella casa si continua a parlare, pregare e vivere da ebrei, come se Gerusalemme fosse appena oltre la porta. L'appartenenza non è un ricordo, ma una disciplina quotidiana, custodita nei gesti, nell'educazione, perfino nel nome del bambino. Sarà proprio questa fedeltà tenace, temprata dall'esperienza della diaspora, a preparare un uomo capace di restare profondamente figlio d'Israele mentre si accinge a parlare al mondo intero.