L'estate porta luce, raccolti e campi rigogliosi. Ma per Mendele porta soprattutto clienti. Mentre il calendario religioso richiama alla memoria antiche sciagure e intere comunità si preparano a digiunare, pregare e piangere, lui carica il carro e si mette in viaggio con il necessario per il lutto: libri di preghiere, lamentazioni, testi sacri e strumenti rituali. C'è qualcosa di irresistibilmente ironico nel contrasto tra il dolore collettivo e il pragmatismo del libraio ambulante. Gli altri versano lacrime; lui fa i conti. Eppure non c'è cinismo. C'è piuttosto quella saggezza jiddish che sa come il pianto e il commercio, la fede e la necessità quotidiana, viaggino spesso sullo stesso carro.