Uno spacciatore per l'87°
💬 L'inverno arrivò con l'irruenza di un attentatore anarchico. Violento, urlante, ansimante, avvolse la città nel freddo, gelò i corpi e gelò i cuori. Il vento fischiava sotto le grondaie e spazzava gli angoli delle case, facendo volare i cappelli e sollevare le gonne, accarezzando con dita gelide le cosce calde. La gente si soffiò sulle mani e rialzò i baveri e strinse le sciarpe. Si erano lasciati ingannare dal lungo letargo autunnale, e adesso l'inverno li aveva colti di sorpresa battendo loro sui denti con nocche di ghiaccio.
✦ Ed McBain. Uno spacciatore per l'87°. Mondadori, 1976
Arriva addosso, senza avviso: il freddo entra nei gesti, nei nervi, nei pensieri, e stringe finché tutto si chiude. Non si attraversa, si subisce. L'inverno è proprio questo irrompere che non chiede permesso!
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