Frammenti d'autore

Tre uomini sulla neve

💬 Prefazione

Il milionario come "motivo" artistico

I milionari sono passati di moda. Lo dicono persino i critici del cinema. È una cosa che dà da pensare.

Scrivono che è ormai insopportabile la vista di servitori gallonati, di giardini lussureggianti, di ville sfarzose. Basta coi Tiziano autentici appesi alle pareti, coi pacchetti d'azione nelle casseforti! Quella, poi, di esibire feste con più di venti invitati, magari vestiti elegantemente, è un'assurda pretesa.

Ma nel giornale io lessi, poco fa, che di milionari ne esistono ancora.

Non ho modo di controllare l'attendibilità della notizia. Certo è che, tra i miei conoscenti, di milionari non ce n'è. Ma può essere un caso, e non prova nulla.

In Inghilterra – diceva il giornale – esistono più di duecento abitanti, regolarmente registrati, ognuno dei quali dispone d'un milione di sterline. E altrove è suppergiù lo stesso.

E allora, per qual motivo sono passati di moda i milionari? Che si ha contro l'apparizione loro e del loro lussuoso ambiente su lo schermo e nei romanzi?

Sicuro, se si trattasse d'esseri pericolosi e di cose proibite, quest'avversione si comprenderebbe.
Andare in bicicletta senza tenere la destra, per esempio, è pericoloso ed è proibito; e così sarebbe invero sconvenientissimo che il pittore o lo scrittore ripetesse, col rappresentarla, un'azione simile. E' una cosa ovvia.

Anche furti e grassazioni non sono adatti per «motivi» artistici, chè nemmeno nella vita reale riescono graditi, fuorchè ai malfattori stessi.

Ma i milionari? Sono forse vietati? O pericolosi? Tutt'altro. Pagano imposte, dànno lavoro, fanno spese di lusso: sono parte cospicua dello Stato e della società.

Nel leggere, or non è molto, che vi sono ancora dei milionari, lessi anche, tuttavia, che il numero dei medesimi va diminuendo. Questa notizia ci mette forse sulla strada di quella risposta che io cerco. È certamente accaduto al lettore di levar gli occhi al cielo mentre il sole calava sotto l'orizzonte. Pochi istanti dopo che il sole è tramontato, le nuvole ad occidente si fanno ad un tratto di fuoco. Splendono solitarie sul grigiore del mondo crepuscolare.

Le nuvole mandano riflessi rosati; ma il sole è scomparso. Sarebbero forse i milionari simili a quelle nuvole? Sarebbero essi il riflesso di un'età già tramontata? E sarebbero perciò passati di moda?

Per farla corta: non lo so. [...]
✦ Erich Kästner. Tre uomini sulla neve. Sperling & Kupfer, 1937

I milionari esistono ancora, eppure sembrano già appartenere al passato. È questo il piccolo paradosso da cui nasce l'ironia: ciò che conserva una realtà economica ha perduto attualità nell'immaginario. Ma proprio per questo il milionario può diventare un eccellente «motivo artistico»: non perché incarni un mondo ancora trionfante, bensì perché ne porta con sé il lusso, le abitudini e ormai anche l'anacronismo. Il protagonista che sta per entrare nel romanzo è dunque perfettamente lecito, quasi necessario. Come le nuvole illuminate dopo il tramonto, i milionari splendono ancora, ma la luce che li accende sembra provenire da un'età già finita.

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