Sogno e associazione verbale
💬 Le associazioni dei soggetti normali
(in collaborazione con Franz Riklin – 1904/1905)
Per qualche tempo in questa clinica è stata rivolta una certa attenzione ai processi di associazione. Al fine di produrre materiale scientificamente utile a tale scopo il mio direttore, Prof. Bleuler, ha compilato una lista di 156 parole-stimolo e con esse ha condotto esperimenti su pazienti affetti da psicosi di ogni tipo. Nel corso di questi esperimenti si è presentata ben presto una notevole difficoltà. Non si riusciva a separare nettamente e quantitativamente l'associazione dei soggetti anormali da quella dei soggetti normali. Non disponevamo di lavori che fornissero dati relativi a soggetti normali e formulassero regole circa le coincidenze apparentemente caotiche delle associazioni. Per colmare in qualche misura questa lacuna e in tal modo aprire la strada ad esperimenti sulle associazioni patologiche, ho deciso di raccogliere ulteriore materiale sulla associazione nei soggetti normali e studiare nello stesso tempo le principali condizioni nel processo.
Ho portato avanti questo studio con l'aiuto del mio collega Dr. Riklin.
Abbiamo adottato prevalentemente il seguente metodo: prima registravamo le associazioni di numerose persone normali con l'intenzione di esaminarne anzitutto le reazioni per capire se fossero soggette a qualche legge; poi cercavamo di scoprire se esistessero anche schemi individuali, vale a dire se fosse possibile individuare tipi di reazione ben definiti. A questo abbiamo unito un secondo esperimento di natura psicologica generale.
Il meccanismo dell'associazione è un processo psichico – straordinariamente veloce e straordinariamente mutevole – soggetto a innumerevoli fattori psichici che è impossibile definire oggettivamente. Tra i fattori psichici che influenzano maggiormente il meccanismo dell'associazione il più importante è senza dubbio l'attenzione. È l'attenzione quella che dirige e modifica il processo di associazione, quella che può essere studiata sperimentalmente e quella che nelle condizioni fisiche e psichiche anormali reagisce per prima modificando il comportamento delle associazioni.
L'attenzione è un meccanismo psichico infinitamente complesso che collega con innumerevoli fili il processo associativo a tutti gli altri fenomeni del mondo psichico e fisico che si svolgono nella coscienza. Se conosciamo gli effetti dell'attenzione sul processo di associazione, conosciamo anche i corrispondenti effetti di ogni fenomeno psichico che l'attenzione è in grado di influenzare.
Queste considerazioni, che ci hanno portati ad esaminare gli effetti dell'attenzione sul processo associativo, ci fanno sperare di poter risolvere nel modo migliore possibile i seguenti problemi:
1. Quali sono le leggi che governano l'ampiezza delle associazioni nei soggetti normali?
2. Quali sono gli effetti diretti dell'attenzione sul processo associativo? In particolare, la valenza dell'associazione diminuisce via via che aumenta la distanza dal centro focale della coscienza?
I nostri esperimenti ci hanno rivelato una serie di fatti che non solo ci incoraggiano a proseguire sul cammino che abbiamo iniziato, ma ci mettono anche in grado di farlo. [...]
✦ Carl Gustav Jung. Psicologia, sogno e associazione verbale. Grandi tascabili economici Newton, 1995
L'associazione sembra, a prima vista, il regno dell'imprevedibile: una parola ne chiama un'altra con tale rapidità che il percorso appare quasi impossibile da afferrare. Eppure, proprio in quel disordine, lo sperimentatore cerca una regolarità. La difficoltà è concreta: distinguere ciò che accade nella mente del malato da ciò che appartiene al normale funzionamento psichico. Per farlo bisogna prima conoscere quest'ultimo. Così l'attenzione diventa una sorta di punto d'osservazione privilegiato: non semplice concentrazione, ma forza capace di orientare la corrente associativa. Dietro una risposta apparentemente casuale comincia allora a profilarsi l'idea che anche il moto più fuggevole della mente possa lasciare una traccia di sé leggibile.