Frammenti d'autore

Il libraio che imbrogliò l'Inghilterra

💬 Se, in quei giorni, da Trafalgar Square v'incamminavate per Charing Cross Road, dopo pochi minuti, sul lato destro della via, avreste incontrato un negozio che alla sommità della vetrina recava la scritta: WILLIAM BUGGAGE – LIBRI RARI. Se poi sbirciavate nella vetrina stessa, avreste constatato che le pareti erano tappezzate di libri dal soffitto al pavimento; e se a questo punto aveste spinto la porta e foste entrati, avreste subito sentito il lieve odore di vecchio cartone e foglie di tè che pervade gli interni di tutte le botteghe londinesi di libri usati. Quasi sicuramente avreste trovato anche due o tre clienti: figure silenziose e spettrali, in soprabito e cappello floscio, intente a rovistare tra le serie di volumi di Jane Austen o Trollope, di Dickens o George Eliot nella speranza di trovare una rara prima edizione.
Roald Dahl. Il libraio che imbrogliò l'Inghilterra. Guanda, 2009

Si entra piano, come in un luogo che già conosce chi cerca: l'odore, il silenzio, le figure chine promettono una scoperta che vale più di quel che si mostra. Tutto invita a fidarsi. È proprio lì, tra ciò che sembra più autentico, che può nascondersi l'inganno.