All'ingresso della grande residenza padronale si svolge una piccola cerimonia. Il grembiule nero e bianco, il fazzoletto di trine, il mazzo delle chiavi levato a mo' di scettro domestico: per anni, quella donna piccola e robusta ha custodito la casa come un regno silente, e ora attende, gli occhi raggianti, almeno un gesto, una parola. Ma la sposa, la nuova regina, prende in consegna le chiavi distratta e passa oltre, lasciandola alquanto risentita. Anche nelle case esistono troni invisibili, umiliazioni silenziose e rituali mai formalmente dichiarati tali, ma non per questo meno necessari. E a volte, un riconoscimento mancato può bastare da sé solo a far mutare gli equilibri latenti del potere e dell'affetto.