Frammenti d'autore

Il Maestro e Margherita

💬 Al mattino presto del giorno quattordici del mese primaverile di Nisan, avvolto in un mantello bianco foderato di rosso, con una strascicata andatura da cavaliere, nel porticato tra le due ali del palazzo di Erode il Grande entrò il procuratore della Giudea Ponzio Pilato.

Più di qualsiasi cosa al mondo il procuratore odiava l'odore dell'olio di rose, e ora tutto preannunciava una brutta giornata: proprio questo odore aveva cominciato a perseguitare il procuratore fin dall'alba.

Gli sembrava che anche i cipressi e le palme del giardino olezzassero di olio di rose, e che all'odore dei finimenti di cuoio e del sudore della scorta si mischiasse quell'effluvio maledetto.

Dalle ali posteriori del palazzo, dove si era sistemata la prima coorte della XII Legione Fulminante romana, giunta a Jerushalajim con il procuratore, nel porticato giungevano volute di fumo attraverso il ripiano superiore del giardino, e al fumo amarognolo, che testimoniava che i cuochi delle centurie avevano iniziato a preparare il pranzo, si mescolava quello stesso pesante aroma.
Michail Bulgakov. Il Maestro e Margherita. Einaudi, 1967