💬 Venezia. Ultimi giorni del gennaio 1502
Il chiarore dell'alba si lasciava appena intuire, attraverso la coltre di nebbia che scivolava sullo specchio gelido del Canal Grande. L'oscurità strisciava via dalle calli e dai moli di Rialto, dove il mercato del pesce stava aprendo i banconi. Le imbarcazioni dei pescatori attraccavano per scaricare la merce. I venditori stavano pulendo i pesci più grandi, rovesciando a terra le interiora e combattendo con il freddo che penetrava nelle ossa. Pozze di sangue accanto ai banconi. Frattaglie viscide sciacquate via dalla pietra. Il vociare si alzava dalla parte del ponte e proseguiva lungo tutta la merceria, fino a San Marco. Presto l'intero percorso si sarebbe addensato di passanti. Colori di stoffe e tappeti orientali. Odori di spezie e anguilla arrostita, di vino, piscio, pollame e sangue acre di bestie macellate. Il vecchio si morse una mano che sembrava diventata di legno. Sentì dolore. Era buon segno. Lasciò cadere i soldi della giornata nella tasca della veste di lana. Scese i gradini di pietra per recuperare la piccola barca. E vide. Qualcosa sull'acqua scura. Galleggiava, vicino al possente ponte di legno che univa Rialto a San Marco. Il vecchio appoggiò la corda della sua barca. Richiamò l'attenzione di un pescatore che non era ancora sceso a terra e gli indicò quella che sembrava la carcassa di uno strano animale. ✦ Riccardo Bruni. Il Leone e la Rosa. Amazon publishing, 2018
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