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Tudor Arghezi
Febbre
(...)
Perché non ci fui fin dal principio!
Ti avrei fatta
io, con le mie dita,
di astri e di anelli.
Ti avrei messo, per non farti soffrire,
palpebre staccate dalle ninfee,
occhi di gocce di rugiada,
lucciole di luna nuova.
I seni, come due merlotti,
li avrei messi in due perle.
E per ogni guancia
un rubino o un topazio.
Sarei andato a vedere
come tesse il sole nel folto dei rami,
come urta la pietra il ruscello
e ad ascoltare come cresce il grano,
come posa il vento
le sue vaste ali sulla terra.
E con tutta questa scienza
ora per ora ti avrei cucita,
e per anima ti avrei messo
una spada con la punta in alto.
Ma se mi soffermo a pensare,
è meglio che tu sia come sei,
che ti punga e sia calpestata
tra i frutti della terra.
•
Tudor Arghezi. Accordi di parole. Einaudi, 1972
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