Tutto è perfetto, troppo perfetto: luce, ordine, voci, colori – ogni cosa vibra come se stesse per traboccare. Il sole splende, i giardini sono curati con diligenza, le cicale cantano tra gli alberi, e le ragazze si preparano alla gita con l'eccitazione lieve di una festa. Ogni dettaglio trasmette ordine, serenità, sicurezza. Si parte leggeri, quasi sospinti. Eppure proprio questa perfezione ha qualcosa di inquietante. La mattina si apre come una promessa, ma sotto quella calma immobile sembra nascondersi un'attesa senza nome. E se questa armonia fosse già una soglia che non si può attraversare indenni?