Frammenti d'autore

Logica, teoria dell'indagine

💬 XIX - Logica e scienza naturale: forma e materia

È un luogo comune che la logica abbia in qualche modo a che fare piuttosto con la forma che con la materia. Parole sul genere di «e, o, qualche, solamente, nessuno, tutti, se, allora, è e non è» non sono costituenti materiali delle proposizioni. Esse esprimono dei modi di disporre un materiale con intenti logici, a prescindere da come sia definito il «logico». Frasi come «Giovanni amava Maria» e «Pietro non amava Giovanna» hanno la stessa forma ma diverso contenuto materiale, e del pari «due più due è eguale a quattro» e «la somma dei tre angoli interni di un triangolo è uguale a due angoli retti» sono della stessa forma malgrado la differenza dei contenuti materiali [La parola «materiale» usata in questo senso non è da confondersi con esistenzialmente materiale. Il contenuto concettuale è il materiale di una proposizione non-esistenziale]. Invece le proposizioni «Carnegie è ricco» e «i milionari sono ricchi» sono di forma diversa, giacché la prima tratta di un singolo come appartenente ad una specie, e l'altra di una relazione fra specie.

L'intrinseca importanza della forma in fatto di logica è qualcosa di più che un luogo comune. Essa stabilisce il carattere che contraddistingue la materia della logica da quello delle altre scienze. Essa fornisce il postulato fondamentale della teoria logica. Il riconoscimento di questo fatto non risolve tuttavia il problema del rapporto fra materia e forma: se qualche relazione vi sia, quale essa sia, o se vi sia completa assenza di relazione. Si tratta di un problema così fondamentale che il modo in cui esso è affrontato costituisce la base principale delle differenze fra le diverse teorie logiche. Quelle che ritengono non vi sia relazione fra forma e materia sono teorie formalistiche. Esse si differenziano anche fra loro: alcune concepiscono le forme come un regno di possibilità metafisiche, altre pensano che esse siano relazioni sintattiche fra le parole delle proposizioni. L'opposto tipo di teoria logica ritiene che le forme siano forme-di-una-materia. La teoria esposta in questo libro costituisce una varietà di quest'ultimo tipo di teorie. Il suo carattere distintivo è l'idea che le forme logiche vadano ad arricchire la materia in virtù dell'assoggettamento di quest'ultima, nel corso dell'indagine, alle condizioni determinate dalle finalità dell'indagine stessa, cioè dall'istituzione di una conclusione giustificata. [...] # Altro
✦ John Dewey. Logica, teoria dell'indagine II. Einaudi, 1974

La tesi per cui la logica riguardi la forma anziché la materia è un luogo comune che ne definisce l'identità rispetto alle altre scienze. Le parole logiche regolano la disposizione del contenuto concettuale o esistenziale, determinando strutture identiche per argomenti differenti o strutture diverse per enunciati solo apparentemente simili.Tuttavia, riconoscere l'importanza della forma non chiarisce il suo rapporto con la materia, nodo dal quale prendono avvio le principali teorie logiche. Se il formalismo nega ogni legame, riducendo le forme a possibilità metafisiche o sintattiche, la prospettiva opposta le considera forme-di-una-materia. Quest'ultimo orientamento si distingue perché concepisce le forme logiche come strutture che emergono e arricchiscono la materia soltanto quando essa viene organizzata, nel corso dell'indagine, secondo le finalità della ricerca, fino al conseguimento di una conclusione giustificata.

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