Frammenti d'autore

La donna in bianco

💬 Era l'ultimo giorno di luglio. La lunga estate calda volgeva al termine, e noi, stremati pellegrini del selciato di Londra, cominciavamo a pensare all'ombra delle nuvole sui campi di grano, e alle brezze d'autunno in riva al mare. Quanto a me, quel che restava dell'estate mi lasciava senza forze, senza allegria, e, a dire il vero, anche senza soldi. Nel corso di quell'anno non avevo amministrato i miei guadagni con la solita attenzione; e la mia prodigalità ora mi condannava a un autunno da trascorrere all'insegna del risparmio, dividendomi tra il villino di mia madre a Hampstead e il mio modesto appartamento in città.
Wilkie Collins. La donna in bianco. Garzanti, 1980

Ci sono stagioni che finiscono prima nel cuore che nel calendario. A poco a poco la luce perde il suo slancio, l'entusiasmo si assottiglia, e perfino i progetti devono fare i conti con ciò che è stato speso, dissipato o semplicemente lasciato andare. È in questi passaggi silenziosi che la vita cambia direzione: senza clamore, quasi con naturalezza, come se ogni estate portasse con sé il presentimento di un tempo diverso che attende già dietro l'angolo.

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