Frammenti d'autore

La modificazione

💬 Hai messo il piede sinistro sulla scanalatura di ottone, con la spalla destra tenti inutilmente di spingere un poco di più la porta scorrevole.

T'introduci attraverso lo spiraglio, strofinando contro i bordi, poi, questa valigia ricoperta di granuloso cuoio dallo spesso color bottiglia, la tua valigetta di uomo avvezzo a lunghi viaggi, ecco la sollevi per la corta maniglia appiccicaticcia con le dita che ti si sono ingranchite a portarla sin qui, sebbene non sia affatto pesante, la sollevi e senti i tuoi muscoli e i tuoi tendini irrigidirsi non solo nelle falangi, nella palma della mano, nel polso e nel braccio, ma anche nella spalla, in tutta la metà del dorso e nelle vertebre, dal collo sino alle reni.

No, di questa debolezza inconsueta non può essere responsabile solo l'ora mattutina: ormai l'età cerca di convincerti del suo dominio sul tuo corpo, eppure hai appena compiuto quarantacinque anni.
✦ Michel Butor. La modificazione. Mondadori, 1959

Il gesto minimo (entrare in uno scompartimento) si dilata in una fatica sproporzionata: il corpo diventa il primo segnale di qualcosa che cambia. Sei trascinato dentro questa incrinatura, ne fai ormai parte. Prima ancora del viaggio, è già iniziata la trasformazione: quando il corpo resiste, è davvero stanchezza o avvertimento?